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Doppia "L", due volte libertà |
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Oggi pomeriggio, Sabato 4 luglio, la Polizia di Ostia ha reso ‘edotti’ due Cittadini, che hanno partecipato alla manifestazione contro Licio Gelli, che nei loro confronti sarà trasmesso d'ufficio all’Autorità Giudiziaria apposita informativa di reato. Il reato commesso sarebbe quello di esser stati i promotori di una riunione in luogo pubblico senza aver dato avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.
I fatti
La manifestazione è terminata intorno alle ore 19:00 davanti alla sede del XIII Municipio con lo scioglimento del presidio delle forze dell’ordine. Tre di noi si sono incamminati per raggiungere le proprie auto, ma sono stati bloccati su Via Quinto Aurelio Simmaco, all’angolo con Via dei Pallottini, dalla Polizia di Stato e invitati a non passare. Alla richiesta del perché di tale impedimento, mentre altre persone transitavano tranquillamente in entrambi i sensi per Via dei Pallottini, la risposta è stata ‘ordine di servizio’. Durante lo scambio dialettico con gli agenti, sono arrivati altri 6 Cittadini, che avevano partecipato alla manifestazione, e anche a loro è stato impedito di passare. Poiché era chiaro che tale impedimento veniva mantenuto solo per i partecipanti alla manifestazione, si è deciso di attendere sul posto la riapertura di Via dei Pallottini. Questo è durato per due ore. Alcuni di noi sono stati identificati, mentre alcuni agenti della Polizia di Stato hanno tenuto nei confronti dei Cittadini un comportamento inappropriato, rifiutandosi perfino di esibire il proprio tesserino identificativo.
I nomi dei Cittadini ? Paula de Jesus e Andrea Schiavone. Due dei "soliti noti".
Gelli e Piscolla: doppia "L", due volte libertà
Ho fondato il Comitato Civico Entroterra13. Oggi sono solo il Vice Presidente e mi limito ad occuparmi delle questioni urbanistiche del nostro territorio. Oggi, la polizia è venuta a casa mia per comunicarmi che sono stata denunciata d’ufficio perché avrei manifestato senza autorizzazione e ho dovuto eleggere domicilio per le notificazioni di legge relative al procedimento penale. Non è questa la sede per un dibattito processuale che stabilisca come siano andati i fatti. Se ci sarà lo farò nelle sedi opportune. Però voglio fare alcune considerazioni a più ampio respiro. Ieri sera ho assistito al dibattito alla festa dell’Unità di Ostia Antica con David Sassoli, Alessandro Fulloni e Paolo Pau sul problema dell’informazione e della libertà in questo Paese. Erano presenti diversi giornalisti locali. Senza fare il nome dell’ambasciatore (che non porta pena), mi è stato riferito che il direttore di una nota televisione locale ha chiesto di intercedere nei miei confronti perché non ha gradito i miei comportamenti. Ecco, nella stessa serata in cui si parla dello stato dell'informazione in Italia, della sua concentrazione in poche mani e del tentativo dei poteri forti di chiudere le voci libere, fuori dal coro, del fatto che la mancanza di informazione ha a che fare direttamente con la democrazia e la libertà d'espressione, della chiusura delle testate indipendenti dal potere e dalle sue direttive, della preoccupazione di un ritorno al fascismo ... ecco nello stesso preciso momento un direttore, sul cui operato, in occasione della contestazione del premio a Licio Gelli, ho fatto un esposto all’ordine dei Giornalisti, invece di rispondere alla mia mail o di telefonarmi (come ha fatto con altri), manda, come nella più antica tradizione borbonica, un emissario, non perché io possa esercitare un mio diritto e lui un suo dovere, previsto dalla categoria alla quale appartiene, ma per chiedermi di fare un passo indietro.
Questa è la mediocrità di questo misero Municipio.
Oggi, con chiaro intento intimidatorio, mi si ripete "d'ufficio"che devo stare tranquilla, guarda caso alla vigilia dell'inaugurazione del Polo Natatorio di Ostia e non solo.
Questa si chiama prepotenza, che spesso sfocia in repressione e qualche volta anche in galera.
Diceva Benjamin Disraeli che con la giustificazione della necessità si compiono i delitti più spaventosi e, aggiungo io … si alzano i toni anche degli innocenti.
Paula de Jesus
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Inviato da: forumadmin - 05-07-2009 02:10 PM
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XIII Municipio - Kultura littoria |
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“Via gli accordi di programma” . Così il centro-destra in campagna elettorale. Dalla campagna alla scampagnata il passo è breve, basta anteporre la preposizione "AL" a "VIA". Dopo gli accordi di Vizzani con Casini/Parnasi, anche Pannacci vuole il suo accordo per Prato Cornelio al grido “I prati verdi li lasciamo ai leghisti. A noi er benedetto cemento littorio”.
Benedetto Cristiano Rasi, dopo aver ingerito per sbaglio semi di papaveri durante la scampagnata littoria, al grido fassista di "eia eia alalà", ha impugnato l’ascia di bronzo capitozzando selvaggiamente tutti gli alberi del XIII, colpevoli di fargli ombra in municipio. Ricoverato al Grassi nel delirio ha dichiarato “Il Comune comunista ha recintato i parchi del popolo, ma non sono i suoi”. Il musicista Orazio Vecchi ha eseguito il requiem per lui.
Mentre nel XIII Municipio il presidente Vizzani sponsorizza la torre con piscina di Babel, a Roma il Generale Granatiere Torre si defila dall’arrocco al re Alemanno. Corsi, ricorsi e Corsini, i ciclopi dell’urbanistica chiudono l’occhio di fronte all’agone mondiale al grido “ I vincoli sono solo quelli della Romana Chiesa”. Rinaldi plaude intonando “Me ne frego, non so se ben mi spiego, me ne frego fo’ quel che piace a me”.
“Eran 300, erano giovani e forti e non sono morti”, apre così il TG dal Mare Nostrum Antonello Piscolla, dopo la manifestazione contro il premio al piduista.
Gelli si deprime alla notizia “Non sono più lo stragista di una volta”.
Dai pizzini di Provenzano alle poesie di Gelli, arriva anche la lettera all’ordine dei giornalisti per il direttore impomatato. Papagni dichiara “La segnalazione all’ordine l’ho ricevuta per primo. Sono il numero uno”.
Bordoni sfondoni annuncia la festa “de borgata”. L’entroterra insorge: “borgataro ce sarai tu e tu sorella”. Il calendario dell’estate è ricco di premi e cotillons. Dopo il premio internazionale "Città di Ostia", si proclameranno i vincitori dei premi internazionali della poesia portoghese, del recital portoghese, delle isole portoghesi e del portoghese DOC. Papagni afferma che il premio ce l’ha in tasca: "De Jesus non è figlia di nessuno. Il vero portoghese sono io. Entro dove mi pare, quando mi pare e non pago mai". Dall’alto del pennone della luce che illumina la piscina del Polo natatorio, l’Ingegnere ostiense intrattiene la folla enunciando la nuova crociata per la spesa proletaria comunista. “I terreni sono del popolo e il popolo sono io. Non sono porcheggi, bensì parcheggi”. Un piccione viaggiatore interrompe il comizio portandogli il seguente messaggio dei "soliti noti del Giornale di Ostia": "Libero ar-cesso"
PdJ
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Inviato da: forumadmin - 20-06-2009 08:06 PM
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XIII Municipio, ultime 2 settimane: |
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Un Commissario Delegato ai Mondiali di Nuoto che ritira un comunicato stampa, il terzo, dopo averne scritti ben due (uno la smentita dell'altro) nello spazio di un'ora e mezza, perché si accorge di essersi tirato la zappa sui piedi con la Procura. L'ultimo atto di una sequenza incredibile di minchiate colossali fatte, dette e scritte da questo servitore dello Stato, che però preferisce definirsi un muratore.
Un Presidente dell'Assobalneari, che è pure Ingegnere, costretto a recintare abusivamente, in fretta e furia di notte, un terreno demaniale per farci un parcheggio per i suoi abbonati, e che affermava, solo due mesi fa, che mancavano 4 mattonelle ad una piscina del Polo Natatorio che ad oggi non è ancora terminata.
Un Assessore Comunale al Commercio che fa asfaltare una strada di campagna dove ci pascolano le capre del suo prediletto zerbino.
Un mercante d'arte con velleità da mecenate, pseudo acculturato, presidente dell'ass. Anco Marzio, che propone un "premio internazionale" ad un vecchio rincoglionito stragista e depistatore, che i veri massoni definiscono un quaquaraqua.
Un Vice Comandante della Polizia Municipale che passa il tempo alle presentazioni dei suoi amici più che in ufficio.
Un Municipio che non convoca i Consigli Municipali perché afferma di non avere argomenti sui quali dibattere, quando tutto il XIII cade a pezzi.
La pedonalizzazione di P.zza Anco Marzio di cui in Municipio dicono di non aver mai visto i progetti. Tranciano per ben due volte i cavi dell'ACEA (sarà mica il nome che porta sfiga?) e tranciano pure tutti i platani. Mentre si infuoca il dibattito tra gli esperti se il platano viva 80 anni o 800, la piazza è stata ribatezzata "Tienamenno". Il deserto dei Tartari è meno assolato.
Terrazze del Presidente: 12 palazzi alti più di 40 metri che solo un Ufficio Tecnico con a capo il Signor Tabacchiera non è riuscito a vedere (sarà perché Tabacchiera per far fede al suo nome s'era fumato?).
In Comune non riescono a trovare la convenzione, nemmeno le fidejussoni ... non trovano un'emerita minchia, ma in compenso si inventano un nuovo contratto con Pulcini che è indagato. Insomma, un nome una garanzia. Dalle Terrazze del Presidente alle Tazze del Residente.
Un Presidente del Municipio che baratta terreni dell'Infernetto per un sottopasso della Colombo ad altezza del Drive-In di Casal Palocco con i costruttori Parnasi/Casini.
Comitato Civico Entroterra XIII
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Inviato da: forumadmin - 20-06-2009 08:05 PM
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Coraggio, il meglio è passato |
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Sbaraccano le baracche in pineta. Plauso. Anche i rumeni plaudono. Finalmente dormiranno comodi a casa dei costruttori brava-gente. Via del Mar Rosso apre a breve. Bene. Se il circuito di F1 non si farà ci divertiremo fermi in auto su Via dei Pescatori a guardare per la prima volta un’ambulanza vincere il giro. Il Polo Natatorio si farà. Bravi. Papagni ha finalmente fatto il “salto della quaglia”. Sul più bello tira fuori l’attributo e da “parcheggiatore abusivo di stabilimento” diventa “Ingegnere parcheggiato stabilmente”. Si urla all’allarme sicurezza in tutte le salse, sociale, viaria, ambientale, urbana. Tutto diventa una questione di ordine pubblico. L’unica sicurezza di cui non si parla è quella mentale. E mentre ci espandiamo nel XIII Municipio a ritmi simili a quelli degli anni '60 quando c'era il boom economico e una impetuosa crescita demografica, oggi siamo ad economia stagnante e popolazione ferma da un decennio. E non si venga a dire che le città crescono per gli immigrati. Qui nel XIII abbiamo contribuito fattivamente alla soluzione del problema: sono state abbattute in pineta 100 baracche in cui come minimo vivevano in 4, quindi come minimo 400 persone le abbiamo sistemate! Centri commerciali: si faranno, tutti. Alberghi sul lungo mare? Anche. Il Casinò? Pure. E molto altro ancora. Di fronte a questa espansione urbana si spengono uno ad uno i luoghi pubblici nodi della rete di relazioni sociali e non se ne pianificano di nuovi. Tutte le stazioni ferroviarie, escludendo quelle più grandi, sono senza presidio. Non c'è più personale perché la spesa pubblica è stata falcidiata. I capolinea del trasporto pubblico locale hanno subito lo stesso destino. E che dire della piccola rete commerciale delle periferie urbane che ha rappresentato uno dei rari elementi di socialità delle periferie? Saranno cancellate dall'apertura dei megastore se prima non li ha fatti fuori il pizzo e la crisi economica.
Insomma, mentre i presidi pubblici vengono chiusi uno dopo l'altro, le nostre città non saranno più luoghi di relazioni economiche e sociali, ma solo affaristiche.
Il dramma è che gli amministratori non riescono più ad articolare nessun ragionamento convincente (posto che alcuni di loro sappiano fare un ragionamento). Un anno fa morivano cinque persone nella nostra desolata periferia, investite da un'automobile perché non c'era neppure un marciapiede. Tre delle vittime erano bambini che stavano andando a scuola. Il luogo della tragedia è lontano duecento metri dal gigantesco centro commerciale di Parco Leonardo: si accendono le vetrine del consumo e si spengono città intere. E oltre alle città si spengono anche i cervelli. Soprattutto quelli dei giornalisti.
Come disse Ennio Flaiano, "Coraggio, il meglio è passato."
Nemo Rais
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Inviato da: forumadmin - 07-03-2009 12:34 AM
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| Sicurezza urbana e lavoro ai giovani |
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In una Roma estiva, assolata e desolata, mi aggiro per i meandri delle nuove suburre urbane. Aggregati di edifici perlopiù "anni '70", a metà strada fra il vespaio ed il reclusorio. Emulo di Nanni Moretti non appena scorgo un terrazzo che mi interessa, oppure un particolare scorcio dal quale potrei catturare chissà quale dettaglio narrativo, mi accredito citofonicamente come pseudo ingegnere ed architetto di un fantomatico piano di risanamento edilizio popolare che prevede la ristrutturazione (gratuita!) dell'edificio. I condomini spalancano i portoni al loro Renzo Piano salvatore.
I condizionatori ululano, la facciata azzurra del caseggiato in ferro e cemento si staglia come la fortezza Bastiani.
Due figure esili di anni e di corpi, in canottiera e bermuda, sono concentratissime: si ingegnano per tentare di svitare un globo di vetro dalla cima di un lampione piazzato in un riquadro erboso, probabilmente per rubarne la lampadina.
Simile a quei personaggi di secondo piano che vedi spuntare nei quadri, emerge minaccioso da un balcone un individuo calvo a torso nudo con un tatuaggio che gli avviluppa il braccio destro: una piovra dagli occhi minacciosi fa bella mostra di sè fino a metà della spalla. L'uomo si sporge dalla finestra, ed urla con voce da banditore:
"Aho! A pischè...se proprio ve prudono le mani e ve rodono le corna annateve a imparà un mestiere: annate a sfonnà le serature de le machine!!!"
PJM per I. R. 2008
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Inviato da: forumadmin - 07-11-2008 12:13 AM
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| L'altra Italia |
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La puntata della trasmissione televisiva Report del 4 maggio scorso ("I RE DI ROMA", dove i re sono i costruttori romani per chi non c'era) ha portato alla luce una città che pochi realmente conoscevano. Stuprata da palazzinari avidi, con la connivenza di una classe politica reticente, hanno edificato case su case in zone presentate apparentemente come isole di benessere nel verde in realtà agglomerati urbani privi di servizi, senza altra alternativa che l'auto privata per raggiungere il posto di lavoro e il centro storico della città. Siamo arrivati alla desertificazione sociale del territorio. La città come luogo di relazione e di incontro -come ha scritto Ilvo Diamanti- è inesistente. Case in assenza totale di servizi: non ci sono strade oppure sono assolutamente insufficenti, niente metropolitana. Gli abitanti sono costretti a trascorrere ore in automobile per recarsi al proprio posto di lavoro e la sera a rimanere chiusi in casa come se ci fosse il coprifuoco. Unico rifugio è lo schermo televisivo. Le piazze oramai vivono solo nei centri storici delle grandi città italiane (nei quali abitano sempre meno persone visti i prezzi proibitivi), ed i negozi di quartiere chiudono falcidiati dai centri commerciali sorti come funghi indiscriminatamente . Questo è quello che abbiamo e che non vogliamo. Che vorremo assolutamente arrestare. Un processo che non è progresso nè sviluppo. Ma qual'è la città, il Paese che vorremmo?
Vorremo un'Italia nella quale bancarottieri, ladri, appaltatori di delitti e paramafiosi (!) non fossero in televisione e tantomeno eletti in parlamento.
Un'Italia nella quale non ci fosse uno statista, il Senatore Giulio Andreotti, anzi il "PRESCRITTO" Andreotti visto nel film di Sorrentino IL DIVO, che interrogato dai magistrati "per certi suoi trascorsi" non ripeta come un mantra :"Non ricordo, non sapevo, non mi risulta, non c'ero". Un paese in cui i cittadini si vergognino delle sue celeberrime battute, micidiali scorregge dialettiche motivate solo dall'urgenza di evitare risposte autentiche, verità, ragionamenti approfonditi, pronunciate per nascondersi e nascondere. Noi vogliamo essere l'opposizione a tutto ciò: un paese di persone pulite in un paese sporco, un paese onesto in un paese disonesto, un paese intelligente in un paese idiota, un paese umanista (che ha fatto dell'intangibilità della vita umana comandamento) in un paese consumistico e teledipendente.
Questa è l'Italia che vogliamo.
COPYRIGHT 2008 PJM per INFERNETTO RIDENS
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Inviato da: forumadmin - 07-11-2008 12:11 AM
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| Un mese di Infernetto Ridens |
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16 maggio 2008
Superata la maledizione di San Mansueto, Infernetto Ridens festeggia il primo mese del nuovo nome di dominio dedicato http://www.infernettoridens.info associato al nuovo portale che introduce lo storico forum di IR. E' forse presto per stilare un bilancio, ma i risultati sono incoraggianti grazie all'impegno di coloro che, vivendo quotidianamente il forum, ne hanno ricostituito forma e sostanza: 160 discussioni e circa 1.400 messaggi in un solo mese. Contrariamente a quanti in questo territorio cercano visibilità fornendo dati gonfiati su risultati il più delle volte inesistenti, IR è alimentato da un ristretto quanto tenace gruppo di utenti, senza mai dimenticare chi siamo e quale sia il rapporto con il nostro territorio. IR è uno spazio dissacrante di informazione e di commento su ciò che accade all'Infernetto senza dimenticare quanto avviene nel XIII Municipio e a Roma in generale. Accanto all'area generalista del "Vicolo", IR ha il suo punto di forza nel "Nuovo PRG di Roma", un'area informativa unica nel suo genere dedicata esclusivamente all'urbanistica, un tema che ha avuto finalmente risonanza nazionale dopo la puntata di Report del 4 maggio 2008. Rapportandoci alla nostra dimensione, siamo molto soddisfatti dei nostri numeri:
- una media di 250 visitatori unici al giorno, con punte di 500 visitatori giornalieri
- oltre 780 pagine medie visualizzate ogni giorno con punte di oltre 1.250 pagine giornaliere
- oltre 17.000 pagine visitate da quando in esercizio il nuovo forum
Infernetto Ridens vede oggi le sue pagine indicizzate sui principali motori di ricerca. Un grazie a tutti coloro che partecipano attivamente al forum, ma anche a coloro che giornalmente si limitano a leggere.
Infernetto Ridens è aperto a tutti, tranne che ai luoghi comuni e agli slogan.
Stay Tuned!
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Inviato da: forumadmin - 07-11-2008 12:01 AM
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